Do you do you Saint-Florent ?

Potremmo chiamarlo la piccola Saint-Tropez… Stazione balneare dalle facciate colorate, spiagge selvagge e vini conosciuti in tutto il mondo, Saint-Florent sorge in un sito straordinariamente preservato. Qui niente lustrini, niente paillettes: solo la bellezza autentica e sincera di un villaggio corso.
Non si visita, si passeggia… e ci si innamora!
Ci sono luoghi che seducono lentamente, attraverso una miriade di dettagli. E poi c’è Saint-Florent. Il fascino inizia già all’arrivo e ci si perde volentieri in questo piccolo villaggio che invita alla flânerie tra vicoli acciottolati, piazzette fiorite di oleandri, facciate scolorite con persiane colorate e gatti pigri sui davanzali o addormentati sui gradini delle case… Un cliché? Sì. Ma assolutamente vero.
La passeggiata inizia spesso dal porto turistico, vero cuore pulsante del paese, dove le modeste barche da pesca incrociano yacht eleganti che si potrebbero facilmente immaginare ormeggiati a Saint-Tropez. Di prima mattina, i più mattinieri incontrano gli ultimi pescatori di ritorno dal mare. Durante il giorno, i visitatori passeggiano tra caffè, ristoranti, gelaterie e boutique in un’atmosfera estiva e rilassata.
La sera, il molo si anima di un ritmo diverso, con il mercato notturno e i passeggiatori attratti dalla dolcezza delle serate corse.
La passeggiata prosegue fino a Piazza Doria, detta anche “piazza dell’antica posta”, dove si ergono l’elegante chiesa parrocchiale di Sant’Anna e la graziosa fontana delle rane. In piena estate, i passanti vi trovano un’ombra gradita e si fermano volentieri per godere di un momento di frescura.
Da non perdere la Cittadella genovese, arroccata sulle alture del villaggio, che offre una vista panoramica sull’intero golfo. Classificata monumento storico nel 1994 e costruita nel 1439 insieme alla città, la sua posizione era strategica per proteggere l’entroterra di Bastia. Oggi, ammirando il panorama, si sentono spesso le grida gioiose dei bambini che si tuffano ai piedi delle mura.
Senza dimenticare la Cattedrale del Nebbiu, detta anche “Santa Maria Assunta”, situata poco fuori dal centro del paese. In stile romanico-pisano, la sua costruzione risale al XII secolo.
Nei dintorni di Saint-Florent si trovano anche i vigneti di Patrimonio, altro tesoro locale. Qui si degustano vini corsi intensi e profumati, in aziende familiari dove ci si prende il tempo di raccontare la terra, la tradizione e la vendemmia.





Saint-Florent, dove le pietre risuonano e le voci si elevano
Per tutta l’estate, Saint-Florent e i suoi dintorni diventano un palcoscenico, e ogni angolo un piccolo teatro. Si balla, a volte goffamente, spesso con gioia, ma sempre in libertà.
I canti corsi, o canti corsi, sono tesori della tradizione orale. Non si limitano a intrattenere, raccontano. Trasmesse di generazione in generazione, queste voci esprimono l’anima dell’isola: le sue gioie, i suoi dolori, le sue credenze e le sue rivolte. Tra questi si distinguono la paghjella (canto sacro e profano a tre voci – bassa, secunda, terza), il voceru (antico canto funebre improvvisato) e i canti dei pastori, legati alla vita rurale e pastorale.
I canti polifonici corsi sono frammenti d’anima trasmessi di generazione in generazione. Sotto le volte di una chiesa o all’aria aperta, queste voci intrecciate vibrano nella pietra e regalano brividi, dando l’impressione, per un istante, di comprendere il cuore stesso della Corsica.
Senza dimenticare, nel mese di luglio, il Festival della Chitarra di Patrimonio, che si svolge in uno scenario naturale spettacolare, di fronte alle montagne del Nebbiu. La programmazione è ricca e variegata: jazz, blues, flamenco, musica classica, rock e musiche dal mondo. Artisti di fama internazionale si affiancano a giovani talenti e musicisti corsi, in un’atmosfera intima, festosa e profondamente radicata nella cultura locale.
Tra note avvolgenti, profumi della macchia e sapori dei vini, è una vera esperienza sensoriale.
E infine… perché ci innamoriamo di Saint-Florent?
Perché Saint-Florent non è né troppo piccola né troppo grande. Perché ha tutto ciò che serve per staccare da tutto, ma nulla di eccessivo che ne offuschi il fascino. Perché qui la gente vive all’aria aperta, parla con gli altri e si dimentica del tempo. Perché il sole è dolce, il mare è sempre vicino e il tempo sembra fermarsi. E perché, a ogni visita, è un luogo che somiglia un po’ di più a casa.









